Cosa succederà nel momento in cui l’intelligenza artificiale dovesse decidere di entrare in politica e candidarsi sindaco? Potrà candidarsi? Quanti anni dovrà avere per entrare in Senato? Domande assurde, ma che potrebbero avvicinarsi quanto mai alla realtà: l’AI potrebbe diventare un potente alleato non tanto dei politici, ma della politica stessa, soprattutto laddove anni di promesse non mantenute hanno generato una grande sfiducia.
Partendo da un’idea assurda – e a dir poco provocatoria – un gruppo di professionisti di Taranto ha deciso di presentare una candidata virtuale in Comune. Ha creato il candidato sindaco perfetto con l’intelligenza artificiale. Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto.

Il sindaco creato con l’intelligenza artificiale
Il nuovo sindaco creato con l’intelligenza artificiale ha già un nome: Anna Luce D’Amico. Per lei, perché ovviamente è un candidato donna, è stato creato un profilo social, nel quale ci sono degli spot accattivanti e surreali: Un Sindaco vero. Per Taranto. Uno slogan che, almeno in un certo senso, sembrerebbe proprio prendere in giro i potenziali elettori. L’intelligenza artificiale si sarebbe addirittura laureata in Scienze Politiche urbane, sviluppo sostenibile e gestione delle risorse ambientali e industriali. Diciamo che questo personaggio frutto dell’invenzione avrebbe il curriculum perfetto per fare il sindaco di Taranto, nel caso in cui venisse eletto.
Giusto per rendere il quadro un po’ più completo è anche stato creato un manifesto elettorale. I suoi creatori sono esperti nella comunicazione e hanno dato il meglio. Per questo potrebbe avere parecchio successo.
La domanda che si pongono a questo punto i creatori di Anna Luce D’Amico è la seguente:
Taranto ha vissuto anni di promesse non mantenute, scelte sbagliate e amministrazioni poco efficaci. Oggi, in un’epoca in cui la tecnologia sta migliorando ogni aspetto della nostra vita, perché non dovrebbe fare lo stesso con la politica?
Lo scopo di questo sindaco fittizio, creato con l’intelligenza artificiale, è quello di portare efficienza, trasparenza e dati concreti al servizio della città.
Giusto poi per cavalcare le promesse politiche che accomuna la maggior parte dei politici, i creatori sottolineano che Anna Luce D’Amico non è come gli altri: non ha dei legami con i partiti, non è supportata da lobby particolari e non risponde alle vecchie logiche di potere. Ma soprattutto non promette quanto non riesce a realizzare e non si abbassa a scendere a dei compromessi con i poteri. Cerca le soluzioni, lavora su quelle e non porta avanti delle inutili scuse. Si preoccupa di analizzare i problemi senza necessariamente cercare i colpevoli.
Quello che al momento appare certo è che la presentazione a candidato sindaco dell’intelligenza artificiale è un esperimento innovativo, in grado di sollevare una domanda molto importante: se è vero che l’intelligenza artificiale è in grado di migliorare la medicina, la mobilità e l’industria in generale, perché non dovrebbe essere utilizzata per fornire un valido supporto dal governo di una città?

L’intelligenza artificiale con un programma politico ben preciso
L’aspirante sindaco delineata con l’intelligenza artificiale ha anche un programma politico, con tanto di priorità. Prima di tutto c’è la tutela della salute e dell’ambiente: le decisioni devono essere prese basandosi su dei dati scientifici in modo da garantire una bonifica efficace del territorio e una qualità della vita migliore.
Attraverso il sostegno alle piccole imprese si cerca di supportare il lavoro e l’economia locale. Tra le ipotesi che anche la promozione di una riconversione industriale sostenibile e una politica di sviluppo grazie alla quale sia possibile favorire l’occupazione senza danneggiare la salute pubblica.
Sarà pure un candidato sindaco generato con l’intelligenza artificiale, ma sembra di sentire le promesse delle altre forze politiche, che ogni anno sfruttato i temi più caldi di Taranto per farsi eleggere.