Il Ddl Intelligenza Artificiale è stato approvato in Senato con 85 sì e 42 no. Il via libera è arrivato a distanza di quattro mesi dalla presentazione degli emendamenti, che è avvenuta nel corso del mese di novembre 2024. Ora come ora il decreto dovrà essere esaminato dal Montecitorio.
In questa sede, ad ogni modo, non ci vogliamo tanto soffermare sull’iter politico del del Ddl Intelligenza Artificiale, ma vogliamo cercare di capire quali effetti possa avere sull’impiego di questa tecnologia, destinata a rivoluzionare completamente le abitudini e la vita degli utenti e dei cittadini. Ma soprattutto cercare di capire come, attraverso questo decreto, possano essere tutelati i diritti fondamentali degli individui e la loro libertà.

Ddl Intelligenza Artificiale, a cosa serve
Attraverso il Ddl Intelligenza Artificiale è stato delineato l’ambito di applicazione della nuova tecnologia e quando si deve fare riferimento alle nuove regole. Dall’applicazione di queste ultime sono escluse le attività che ruotano intorno alla sicurezza nazionale e la cybersicurezza. Giusto per avere un’idea di quello di cui stiamo parlando sono coinvolte le attività che sono promosse dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza o dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, che continuano a dover garantire il rispetto dei diritti fondamentali e le libertà che sono regolamentate attraverso la Costituzione.
Ma iniziamo ad analizzare cosa rientra nel Ddl Intelligenza Artificiale. Con il nuovo decreto è stato previsto che i sistemi che vengono destinati ad un uso pubblico debbano essere installati su dei server ubicati in Italia, in modo da poter garantire la sovranità e la sicurezza dei dati sensibili degli utenti italiani. L’unica deroga prevista a questa norma coinvolge i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nel corso delle operazioni militari effettuate all’estero.
Altro punto nodale del Ddl Intelligenza Artificiale è legato alla Strategia Nazionale sull’AI, il compito sarà quello di incentivare la collaborazione tra privati e amministrazioni pubbliche. Ma non solo: dovrà coordinare le attività della PA e promuovere la ricerca e la diffusione della conoscenza in materia.
In questo contesto un ruolo importante verrà assunto dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dovrà monitorare in quale modo viene attuata la strategia, coordinando i lavori avvalendosi del supporto dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
L’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione
Capitolo particolarmente importante del Ddl Intelligenza Artificiale è quello relativo all’impiego dell’AI nella pubblica amministrazione: agli interessati deve essere spiegato come funziona e soprattutto deve essere tracciato completamente il suo utilizzo. Il suo impiego, ad ogni modo, deve essere subordinato al rispetto delle singole decisioni che una persona ha intenzione di prendere: questa rimane la sola responsabile di tutti i procedimenti e dei relativi provvedimenti.
Il Ddl Intelligenza Artificiale, in ogni suo singolo risvolto, mette sempre al centro l’uomo quando vengono utilizzati gli algoritmi intelligenti. Sarà compito della pubblica amministrazione adottare le misure necessarie per garantire che l’AI venga impiegata in modo responsabile e contribuire a sviluppare le capacità trasversali degli utilizzatori.

L’impiego nei tribunali
L’intelligenza artificiale con i suoi algoritmi potrà entrare nei tribunali. Ad ogni modo prima che i modelli AI possano essere utilizzati nei processi e possano entrare a pieno titolo nei palazzi di giustizia è necessario un provvedimento ad hoc dei Ministeri coinvolti.
Non si potrà ricorrere all’AI per le decisioni che dovranno essere prese a seguito dell’interpretazione e dell’applicazione della legge. Ma nemmeno quando dovranno essere valutati dei fatti o delle prove, attraverso i quali dovranno essere adottati dei provvedimenti. Questo tipo di attività continueranno a rimanere in mano ai magistrati.
Spetterà poi al Governo predisporre delle regole per utilizzare i sistemi di intelligenza artificiale nelle indagini preliminari. Ma in questo caso è necessario porre ulteriori regole e limiti in modo da rispettare le garanzie costituzionali.