Intelligenza artificiale in AZIENDA, i CEO la vogliono, ma NON HANNO LE COMPETENZE

17 Marzo 2025 di

Portare l'intelligenza artificiale in azienda è necessario. Ma i Ceo non sempre hanno la competenza per farlo e per fare le scelte migliori.

Quale sarà il grado di penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle aziende? Dare una risposta a questa domanda diventa difficile, anche alla luce di un paradosso che coinvolge la maggior parte dei Ceo: quattro su cinque riconoscono l’importanza dell’AI e i vantaggi che potrebbe portare. Ma soprattutto pianificano di integrarla nelle varie operazioni aziendali: in molti, però, temono che le potenziali lacune nelle loro conoscenze possano ostacolare delle decisioni da prendere in sala riunioni (74%) e potrebbero soffocare la crescita delle aziende. Il timore più grande dei Ceo è che la loro impreparazione possa far perdere delle opportunità e non permetta all’azienda di tenere il passo con i concorrenti.

Le preoccupazioni sulla propria preparazione sull’intelligenza artificiale, però, non blocca completamente i Ceo: grazie al supporto di esperti It interni o grazie all’apporto di partner fidati, stanno lavorando incessantemente per potenziare il personale. Ma non solo solo: si preoccupano di potenziare l’infrastruttura e rafforzano la sicurezza informatica, in modo da poter cavalcare i vantaggi competitivi che potrebbero essere introdotti attraverso l’intelligenza artificiale.

Il rapporto tra Ceo ed intelligenza artificiale
Il rapporto tra Ceo ed intelligenza artificiale

Intelligenza Artificiale, i costi dell’inazione

A fare il punto della situazione sui rapporti che intercorrono tra i manager e l’intelligenza artificiale è una ricerca effettuata da Cisco, secondo la quale il 70% dei Ceo è preoccupato di perdere terreno rispetto ai competitor, ma soprattutto teme di perdere delle opportunità a causa di potenziali lacune tecnologiche o infrastrutturali. In alcuni casi i timori si starebbero tramutando in perdite reali.

Il 53% dei Ceo ritiene che la mancanza di investimenti in tecnologia stia facendo perdere loro un vantaggio competitivo. Due terzi di loro, invece, si preoccupa per i costi opportunità di investire adeguatamente in tecnologia. Una delle principali preoccupazioni è legata all’inazione: rimanere fermi e non investire in tecnologia potrebbe portare a dei costi operativi più elevati in futuro, a dei profitti più bassi e ad una produttività ridotta. Facendo perdere delle quote di mercato.

Le ricompense che arriveranno a quanti sono in grado di affrontare le proprie paure non si limitano semplicemente allo stare al passo con i tempi. Chi si rivolge all’intelligenza artificiale lo fa anche per il suo potenziale trasformativo, che può servire a:

  • guidare l’efficienza: 69%;
  • stimolare l’innovazione: 68%;
  • superare i concorrenti: 54%.

Per poter centrare questi obiettivi, però, i Ceo devono riuscire ad abbattere le barriere che impediscono loro di realizzare il potenziale dell’intelligenza artificiale:

  • devono colmare le competenze;
  • devono colmare le lacune infrastrutturali;
  • devono evitare rischi per la sicurezza.

Su cosa si concentrano i Ceo

I Ceo, generalmente si concentrano sul piano generale. I Cio e i Cto, invece, si preoccupano degli eventuali ostacoli operativi, tra i quali c’è anche la mancanza di casi d’uso aziendali convincenti. Una delle sfide che i Ceo posizionano in basso. L’82% dei Ceo riconoscono i potenziali benefici dell’intelligenza artificiale, e ritengono che per poterla implementare sia necessaria una sperimentazione audace nel breve periodo.

Intere aziende saranno rivoluzionate se riusciranno a sbloccare il potenziale dell’IA per innovare più velocemente, semplificare le loro operazioni e resistere alle interruzioni digitali – spiega Oliver Tuszik, Presidente di Cisco EMEA -. Ma nessuno può farlo da solo. Ecco perché il 96% dei CEO si appoggia a partner fidati per fare il salto.

L'uso dell'intelligenza artificiale in azienda
L’uso dell’intelligenza artificiale in azienda

Le persone, infrastrutture e sicurezza informatica

Cisco, nella sua ricerca mette in evidenza uno dei piani dei Ceo: trasformare la paura in progresso. L’obiettivo è quello di investire in conoscenze e competenze, provvedendo ad aggiornare le infrastrutture e migliorare la sicurezza, in modo da prepararsi alle esigenze dell’intelligenza artificiale.

Per riuscire a centrare questo obiettivo è necessaria una leadership tecnologica decisa all’interno dell’organizzazione, che sia realizzata con dei partner affidabili.

I Ceo guardano sempre di più ai loro Cto e Cio, con quasi l’80% che riconosce il loro ruolo fondamentale nel guidare le decisioni aziendali e di investimento. Sempre più, i leader della tecnologia sono leader aziendali che vedono le reti e la tecnologia moderne non solo come strumenti, ma come abilitatori di crescita, resilienza e innovazione.

  • Pierpaolo Molinengo
    Giornalista

    Pierpaolo Molinengo è un giornalista pubblicista iscritto all'Albo dal 2002. Da sempre appassionato di tecnologia, ha seguito nel corso del tempo le evoluzioni più disparate. Pierpaolo Molinengo scrive di fintech ed economia.

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