Quale sarà il grado di penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle aziende? Dare una risposta a questa domanda diventa difficile, anche alla luce di un paradosso che coinvolge la maggior parte dei Ceo: quattro su cinque riconoscono l’importanza dell’AI e i vantaggi che potrebbe portare. Ma soprattutto pianificano di integrarla nelle varie operazioni aziendali: in molti, però, temono che le potenziali lacune nelle loro conoscenze possano ostacolare delle decisioni da prendere in sala riunioni (74%) e potrebbero soffocare la crescita delle aziende. Il timore più grande dei Ceo è che la loro impreparazione possa far perdere delle opportunità e non permetta all’azienda di tenere il passo con i concorrenti.
Le preoccupazioni sulla propria preparazione sull’intelligenza artificiale, però, non blocca completamente i Ceo: grazie al supporto di esperti It interni o grazie all’apporto di partner fidati, stanno lavorando incessantemente per potenziare il personale. Ma non solo solo: si preoccupano di potenziare l’infrastruttura e rafforzano la sicurezza informatica, in modo da poter cavalcare i vantaggi competitivi che potrebbero essere introdotti attraverso l’intelligenza artificiale.

Intelligenza Artificiale, i costi dell’inazione
A fare il punto della situazione sui rapporti che intercorrono tra i manager e l’intelligenza artificiale è una ricerca effettuata da Cisco, secondo la quale il 70% dei Ceo è preoccupato di perdere terreno rispetto ai competitor, ma soprattutto teme di perdere delle opportunità a causa di potenziali lacune tecnologiche o infrastrutturali. In alcuni casi i timori si starebbero tramutando in perdite reali.
Il 53% dei Ceo ritiene che la mancanza di investimenti in tecnologia stia facendo perdere loro un vantaggio competitivo. Due terzi di loro, invece, si preoccupa per i costi opportunità di investire adeguatamente in tecnologia. Una delle principali preoccupazioni è legata all’inazione: rimanere fermi e non investire in tecnologia potrebbe portare a dei costi operativi più elevati in futuro, a dei profitti più bassi e ad una produttività ridotta. Facendo perdere delle quote di mercato.
Le ricompense che arriveranno a quanti sono in grado di affrontare le proprie paure non si limitano semplicemente allo stare al passo con i tempi. Chi si rivolge all’intelligenza artificiale lo fa anche per il suo potenziale trasformativo, che può servire a:
- guidare l’efficienza: 69%;
- stimolare l’innovazione: 68%;
- superare i concorrenti: 54%.
Per poter centrare questi obiettivi, però, i Ceo devono riuscire ad abbattere le barriere che impediscono loro di realizzare il potenziale dell’intelligenza artificiale:
- devono colmare le competenze;
- devono colmare le lacune infrastrutturali;
- devono evitare rischi per la sicurezza.
Su cosa si concentrano i Ceo
I Ceo, generalmente si concentrano sul piano generale. I Cio e i Cto, invece, si preoccupano degli eventuali ostacoli operativi, tra i quali c’è anche la mancanza di casi d’uso aziendali convincenti. Una delle sfide che i Ceo posizionano in basso. L’82% dei Ceo riconoscono i potenziali benefici dell’intelligenza artificiale, e ritengono che per poterla implementare sia necessaria una sperimentazione audace nel breve periodo.
Intere aziende saranno rivoluzionate se riusciranno a sbloccare il potenziale dell’IA per innovare più velocemente, semplificare le loro operazioni e resistere alle interruzioni digitali – spiega Oliver Tuszik, Presidente di Cisco EMEA -. Ma nessuno può farlo da solo. Ecco perché il 96% dei CEO si appoggia a partner fidati per fare il salto.

Le persone, infrastrutture e sicurezza informatica
Cisco, nella sua ricerca mette in evidenza uno dei piani dei Ceo: trasformare la paura in progresso. L’obiettivo è quello di investire in conoscenze e competenze, provvedendo ad aggiornare le infrastrutture e migliorare la sicurezza, in modo da prepararsi alle esigenze dell’intelligenza artificiale.
Per riuscire a centrare questo obiettivo è necessaria una leadership tecnologica decisa all’interno dell’organizzazione, che sia realizzata con dei partner affidabili.
I Ceo guardano sempre di più ai loro Cto e Cio, con quasi l’80% che riconosce il loro ruolo fondamentale nel guidare le decisioni aziendali e di investimento. Sempre più, i leader della tecnologia sono leader aziendali che vedono le reti e la tecnologia moderne non solo come strumenti, ma come abilitatori di crescita, resilienza e innovazione.